Come distruggere l’arte della cucina italiana

Lunedi sera, la trasmissione Report di Rai 3 ha mandato in onda una puntata dal titolo”Sotto le stelle”, dove voleva dimostrare quale sia il business dietro alle famose guide. Fornitori che ti agevolano la partecipazione ad alcune manifestazioni o un aumento di visibilità, pubblicità che aiuta ad ottenere i “calici” tanto ambiti e la completa disfatta della scuola pubblica.

Ma non solo, da un certo minuto in poi scopri come stanno distruggendo l’arte della cucina:

Perchè mi parli queste cose? io cercavo una ricetta oppure un tuo consiglio.
Te ne parlo, perchè sia che tu sia un consumatore oppure un operatore della ristorazione, abbiamo un problema  sul quale riflettere, per il nostro futuro o quello della nosta azienda.

Adesso mi spiego:

Durante un’intervista ad un insegnate di scuola alberghiera pubblica, si scopre che siccome non ci sono i soldi, le lezioni di pratica di cucina vengono ridotte al minimo, gli alimenti sono pochi a tal punto che si cucina un filetto di maiale chiedendo agli alunni di immaginare che sia manzo. Ti sembra normale?  Ma lo sappiamo che nel nostro paese tutto è possibile, infatti, interviene una preside, che tenta di smentire il tutto e che riesce ad inventarsi la scusa della carenza del cibo da cucinare, dicendo che così i ragazzi imparano a cucinare con poco e fare economie.

Quindi a questi ragazzi la scuola non li metterà in grado di svolgere con competenza il loro lavoro. Quindi, tu cliente sempre più spesso, rischierai di riceve del cibo non all’altezza, e tu ristoratore sei costretto ad investire soldi in una formazione che sulla carta , il giovane di cucina dovrebbe avere.

Abbiamo raggiunto il fondo?

No, noi siamo italiani ed al peggio sappiamo come non metterci mai una fine, quindi, con la scusa dello stage formativo, scopriamo che i grandi chef come molti altri, utilizzano dei ragazzi senza dar loro una retribuzione.

Ah, dimenticavo: Ovviamente se iscrivi tuo figlio ad una scuola di formazione privata, gli alimenti non mancano e neanche le occasioni di finire a fare lo stage da qualche grande cuoco.

Chiamalo stage, ma a guardarlo bene sembra sfruttamento. Intendiamoci, l’ho fatto anch’io, pur di imaprare un mestiere mi proponevo gratis, ma all’epoca utilizzavo questo sistema per dimostrare la mia buona volontà e per stupire il padrone. Infatti magari in nero ma tutti venivano retribuiti.

 

Allora, quando pensi di aver bisogno di più personale, prima di pensare alla tv,  pensa a come pagarlo. Cosa andamoad insegnare a questi ragazzi? Maiale che s elo guardi bene diventa manzo, sfruttamento del lavoro…. Una volta noi italiani eravamo i primi al mondo per ristorazione ed hospitality adesso il settore è ridotto a questo:

 

 

Guarda il video della trasmissione, dal minuto 36.

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